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sabato 20 aprile 2013

Consorzio Co.Ri.Sa./ 4 ha un DISAVANZO pari a -2.438.052,13



LA FALLIMENTARE GESTIONE DEI RIFIUTI IN CAMPANIA E LA DIFFICILE SITUAZIONE DEL CONSORZIO SA/4 

In sintesi: migliaia di lavoratori assunti (che non avrebbero dovuto esserlo), migliaia di lavoratori ancora da ricollocare, i crediti non verranno mai recuperati, i debiti volano, la camorra specula, la politica può poco.

I Consorzi di bacino avrebbero dovuto rappresentare lo strumento per la gestione e il coordinamento della raccolta differenziata. I Comuni avevano l’obbligo di aderire al Consorzio pagando allo stesso la cosiddetta “quota consortile”, inviando il sindaco o un suo rappresentante in seno all’Assemblea. A sua volta l’Assemblea, costituita appunto dai rappresentanti dei Comuni consorziati, avrebbe eletto un Consiglio di amministrazione e il presidente del Consorzio. Nei consorzi di bacino – lo scrivono i commissari parlamentari - negli anni sono stati assunti dipendenti in numero evidentemente esorbitante, sicché sussiste il problema di come remunerare i dipendenti e di come riassorbirli nelle società provinciali.
Il sistema si è rivelato fallimentare. Hanno rappresentato – si legge sempre nella relazione conclusiva della Commissione parlamentare - esclusivamente uno strumento di moltiplicazione dei costi in materia di rifiuti, senza che a tale incremento sensibile dei costi sia corrisposto un servizio reso.
Si è trattato di un sistema assurdo incalza la Commissione presieduta da Gaetano Pecorella - che si è retto fino a quando le risorse per il pagamento degli stipendi ai dipendenti sono state erogate dalle strutture commissariali; quando il flusso finanziario si è interrotto sono esplose le gravissime problematiche gestionali e la confusione amministrativa e finanziaria, finalizzata a rendere poco intellegibile la situazione di dissesto economico che si è avuto modo poi di registrare”.


LA PROCURA SVELA IL SISTEMA CRIMINALE
La Procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) ha ricostruito in modo lineare il sistema abnorme che è stato assecondato:- il Consorzio disciolto, pur consapevole di svolgere un pessimo servizio, ne addebitava il costo gonfiato ai Comuni; 
  • il Consorzio si "riteneva" creditore di una somma in realtà mai entrata nella sua disponibilità, che comunque veniva contabilizzata in attivo e, conseguentemente, spesa; 
  • il Comune cliente non si riconosceva debitore per quanto richiesto ed in virtù di tanto non pagava il corrispettivo del servizio di cui sopra; 
  • ciò ha comportato le sofferenze di cassa del Consorzio che ha iniziato a non potere fare fronte ai propri debiti (ad esempio manutenzione automezzi ed acquisto di carburante) contratti per garantire il già pessimo servizio prestato; 
  • il risultato finale è costituito dall'impossibilità di offrire un servizio conforme ai canoni della convenzione o persino l'impossibilità di garantirlo, con ulteriore reazione dei Comuni; 
  • da ultimo, si è avuto il dissesto dei consorzi. 

Nell'ultima fase dell'emergenza, il sistema sopra descritto è, letteralmente, deflagrato. 
La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha posto sotto osservazione le attività svolte dai Consorzi obbligatori di bacino, tutti sovvenzionati dal Commissariato per l'Emergenza rifiuti in Campania, ed ha evidenziato come l'emergenza rifiuti nella regione sia stata determinata anche e soprattutto da condotte delittuose poste in essere da soggetti interessati al mantenimento dello status quo emergenziale perché in tale contesto è più facile conseguire un illecito profitto su tutte le attività connesse alla gestione dell’emergenza (reperimento dei siti di smaltimento, trasporti e movimento terra, gare d'appalto affidate in via d'urgenza, gestione amministrativa dei Consorzi, assunzioni che trovano il presupposto nella necessità di intervenire con rapidità, consulenze da affidare all'esterno perché con il proprio personale i Consorzi non potrebbero provvedere nei tempi ordinari).


LO STATO DEI CONSORZI DI BACINO 
Attualmente i Consorzi di Bacino della Regione Campania sono in fase di liquidazione
La situazione di instabilità e confusione creatasi, ha determinato notevoli tensioni sociali con i consorzi in liquidazione, che afflitti da difficoltà finanziarie, dovute alle lamentate morosità dei Comuni consorziati, non sono più in grado di assicurare servizi efficienti, ma non procedono alla definitiva liquidazione principalmente a causa della mancata ricollocazione del personale dipendente. Restano infatti aperte le questioni connesse alla ricollocazione delle circa 3.000 unità di personale alcune delle quali già assorbite da parte degli organi preposti ovvero Province e società provinciali e la gestione dei crediti vantati dai consorzi nei confronti dei Comuni, delle Province e dell'Unità tecnica della Protezione civile di circa 198 milioni a fronte di un debito maturato nei confronti dei fornitori di circa 219 milioni a fine 2011.

LA SITUAZIONE IN PROVINCIA DI SALERNO 
Le 800 unità di personale dei Consorzi Sa 1, Sa 2, Sa 3 e Sa 4 sono in parte impiegate nella raccolta dei rifiuti in 80 Comuni della Provincia di Salerno (su un totale di 158 Comuni) ed in parte impiegate presso gli impianti di smaltimento. Il credito complessivo è di 57,8 milioni, il debito di 59. 
Sono in corso, da parte dell'unità tecnico amministrativa della Protezione Civile, le verifiche per l'accertamento della massa attiva e passiva con relativa quantificazione dei crediti vantati dai Consorzi, che complessivamente vedono crediti per 198 milioni e debiti per 219. La situazione è aggravata anche dai crediti che gli stessi Consorzi hanno nei riguardi delle ex gestioni commissariali e quindi nei riguardi dell'Unità tecnica amministrativa. 
La situazione finanziaria con i crediti ed i debiti vantati da tutte le Società provinciali nei confronti dell' Unità Tecnica Amministrativa al momento è pari a circa 50 milioni mentre la situazione creditoria complessiva nei confronti dei comuni, e pertanto, debitoria nei riguardi di fornitori, servizi, spese erariali e di gestione è pari a circa 328 milioni.

VOCE ALLA POLITICA
Ecco cosa diceva solo qualche anno fa l’ex Presidente della Provincia On. Cirielli nel corso di un’Assemblea generale dei Piccoli Comuni della Campania tenutasi a Pazazzo S. Agostino: “Non mi preoccupa chi sarà a gestire la riscossione della Tarsu ma come verranno spesi i sodi delle tasse sui rifiuti. La priorità è che  la Tarsu sia utilizzata per coprire i servizi del ciclo dei rifiuti e non per foraggiare i Consorzi e le Società Municipalizzate… Tutta  la classe dirigente deve sentirsi responsabile del disastro avvenuto in Campania. Abbiamo accumulato un debito consistente, ora bisogna cambiare segno ed entrare nell’ottica che i debiti vanno pagati e che vanno garantiti servizi efficienti”.
La Commissione parlamentare, in audizione, ha ascoltato, doverosamente, anche la voce della politica. Il 10 ottobre 2012 è stato ascoltato l’assessore regionale all’ambiente, Giovanni Romano. L'assessore ha fatto riferimento alla situazione di emergenza finanziaria determinata anche dal fatto che la tariffa rifiuti in Campania è la più alta in Europa ed alla grave situazione di dissesto economico dei consorzi: "Questo però ha un’incidenza notevolissima su un altro problema, che è quello dei costi. Mi permetto di dire alla Commissione che c’è un’altra emergenza in questa regione, che è l’emergenza finanziaria. Troverete nella nostra relazione il dato aggiornato dello stato dei debiti dei Comuni, dello stato dei debiti dei Consorzi, dello stato dei debiti delle società provinciali e,  facendo la somma di questi debiti, si arriva a una cifra iperbolica che ho anche paura a pronunciare! Questo succede perché la capacità impositiva dei Comuni, che già normalmente non è granché (e figuriamoci come sarà dal 1 gennaio senza neppure la possibilità di ricorrere a Equitalia, che almeno anticipava una parte del non riscosso!), è ulteriormente compressa dalla tariffa più alta d’Europa. La Campania detiene infatti due record: la tariffa dell’acqua più bassa d’Europa e la tariffa dei rifiuti più alta d’Europa. Con una crisi economica come quella che stiamo vivendo è oggettivamente difficile per una famiglia pagare 6, 7-800 euro all’anno per un appartamento di cento metri quadri, però a determinare queste tariffe sono i costi dello smaltimento, perché, se lo smaltimento medio di un impianto di incenerimento in Italia costa da 50 e 60 euro a tonnellata e invece noi dobbiamo pagare 120-130 per incenerire fuori nazione, è evidente che questo costo non è più sostenibile".
Sulle problematiche connesse al Consorzio unico di bacino, l’assessore Romano ha dichiarato: " Il problema dei Consorzi di bacino è serissimo perché i 300 milioni di euro che i Consorzi di bacino avanzano in tutta la Regione dai Comuni sono soldi che i Consorzi di bacino non recupereranno mai più, perché i Comuni non sono nelle condizioni di pagarli. I Consorzi di bacino della regione Campania avanzano dai Comuni un credito che supera i 320 milioni di euro, ma i Comuni non prenderanno mai questi soldi. Avrebbero dovuto fare dei ruoli suppletivi sulla Tarsu negli anni addietro, una cosa inimmaginabile perché è difficile far pagare al cittadino onesto che paga la Tarsu un’altra Tarsu per quelli disonesti che non hanno pagato!
A ciò aggiungiamo che questo credito è difficilmente liquido ed esigibile, che questi Consorzi hanno complessivamente 3.000 addetti, e che una sola Provincia, Avellino, ha risolto il problema (almeno in parte) assumendo i dipendenti dei Consorzi nella società provinciale. Nelle altre Province abbiamo invece il serio problema dei dipendenti dei Consorzi, che in questo momento sono senza stipendio dal mese di maggio,  con scarsissime possibilità di recupero…".


RISULTANZE CONTO BILANCIO 2011 DEL CORISA SA/4 (VALLO DELLA LUCANIA) STRALCIO COPIA DELIBERAZIONE COMMISSARIALE N. 6 DEL 25/02/2013


Sulla scorta degli elenchi ricognitivi forniti dal responsabile dell’area finanziaria con nota prot. n. 284 del 22/01/2012 si è dato corso al riaccertamento dei residui provvedendo a stralciare dal conto 2010 gli importi relativi alla gestione liquidatoria pari ad € 2.580.226,77 e residui passivi pari ad € 3.255.934,42 precisando che dette partite, unitamente alle situazioni pregresse, saranno oggetto di gestione liquidatoria. 
Il disavanzo di amministrazione pari ad € 2.438.052,13 scaturente dalla sola differenza tra residui attivi e passivi e che l’ammontare dei residui passivi riportati comprendono, nel complesso, € 2.197.977,33 quale debito al 31/12/2011 nei confronti dell’ente tesoriere Monte paschi di Siena che comprende il fabbisogno di cassa da attribuire sua alla gestione commissariale 2010/2011 che per fabbisogno legato alla gestione ante 2010.

Emergenza rifiuti: la disperazione di un padre, lavoratore e sindacalista presso il Co.ri.sa 4

ETTORE CASINELLI, operatore addetto alla raccolta differenziata per il Co.ri.sa 4 e portavoce della segreteria provinciale del sindacato azzurro ha rilasciato al Giornale del Cilento un intervista in cui esprime la propria disperazione in merito ad una situazione non più sopportabile. Accuse dirette contro la gestione del consorzio e della Yele di un genitore che non può più gestire la propria famiglia.
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Il commissario, durante l’incontro di venerdì 27 gennaio 2013, disse di chiudere l’impianto perché non ci sono più i fondi per gestirlo e per mettere i comuni morosi alle strette, secondo te ci sono altri motivi? In merito a questo qualcuno ha azzardato che possa trattarsi di una mossa per creare l’emergenza rifiuti e quindi giustificare il Polo ecologico di Vallo della Lucania.
Si è vero, è una mossa per far pagare i comuni e quindi anche una giustificazione per creare il polo ecologico. Purtroppo la realtà e ben diversa la raccolta differenziata la dovrebbe effettuare il consorzio sa/4. I contratti con i comuni li dovrebbe gestire il Co.ri.sa/4 poiché la Yele è una società partecipata del consorzio.
Invece i contratti li gestisce la Yele.


Infatti per questo il sindacato Azzurro, il 30 gennaio 2012, ha chiesto alla prefettura di Salerno lo scioglimento della Yele s.p.a e tutti i livelli occupazionali fino a data 31 dicembre 2008, come previsto dalla legge. Ricordo che il commissario liquidatore doveva denunciare alla Corte dei conti l’operato della vecchia amministrazione che non ha saputo farsi dare i soldi della Tarsu, si tratta di milioni di euro di arretrati. Purtroppo in questi anni l’ente non ha saputo gestire nemmeno i suoi lavoratori che venivano retribuiti dalla regione Campania, la quale aveva affidato, tramite commissariato di Governo per l’emergenza rifiuti in Campania, automezzi per effettuare la raccolta differenziata. Ma che fine hanno fatto questi mezzi? Chi li usava?
Quindi il problema è che i lavoratori prima venivano pagati dal Co.ri.sa 4 tramite i fondi della regione, se non ho capito male, mentre ora dovrebbe pagare la Yele tramite i comuni?
Oppure perché i dipendenti assunti in data 24 settembre 2001 per effettuare la raccolta differenziata non venivano retribuiti dal consorzio ma dalla regione Campania. Allora per i servizi della raccolta differenziata il consorzio doveva riscuotere tramite i comuni. Mi chiedo, ma i soldi della Tarsu che fine hanno fatto in questi 10 anni e perché un ente pubblico è pieno di debiti?
Ha trovato risposte a queste domande? 
Posso solo dirti che il Co.ri.sa 4 costituito con la legge regionale 10/93, all’art. 6 (e commissariato con la legge 26/10) all’art. 13 cita così: che i comuni devono avvalersi in via esclusiva per la raccolta differenziata dei dipendenti dei consorzi di bacino della regione Campania. Le mie risposte sono dovute dalle leggi.
Ha da recriminare qualcosa in merito all’operato del commissario Del Gaudio?
Io credo che il commissario Del Gaudio invece di chiudere l’impianto doveva dare le dimissioni visto che il 30 gennaio in  prefettura i commissari dei consorzi Salerno 1 e Salerno 2 dichiaravano di aver pagato ai propri dipendenti le mensilità fino a dicembre 2011.
Quindi è una situazione del solo corisa 4?
Si, il quale deve prendere le redini in mano, lo cita la legge 26/10 alll’art. 13 (di cui sopra, ndr)
Quindi le responsabilità sono del commissario Del Gaudio che non è stato in grado di risanare il consorzio?
Con l’insediamento il commissario doveva controllare che nel Co.ri.sa 4 esistono dipendenti full time, mentre il restante a part time. Qui si parla della violazione dell’art. 15 dello statuto dei lavoratori di cui alla legge n.300 1970. Oppure si parla di personale che dal livello 3 si trova al livello 5 o 6, chi ha concesso tutto questo?E non finisce qui. Se parliamo dell’impianto degli inerti, il quale non è mai partito. È fermo presso l’impianto di Casalvelino Scalo è costato molto. Di questo nessuno parla, tutto tace. Oppure se si va a controllarle assunzioni che son ostate fatte dopo il 2001 presso il Co.ri.sa 4
Assunzioni per logiche clientelari?
Ovviamente mi assumo le mie responsabilità su tutto quello che ti sto dicendo. Sono un membro del sindacato Azzurro e in quanto tale io pongo delle domande poi è la magistratura che deve intervenire.
Torniamo un attimo all’impianto per inerti, a che punto è?
Esistono automezzi con vasche gialle, anche gli automezzi di colore giallo che dovevano effettuare il servizio di raccolta calcinacci non è mai partito. Il commissario liberatori si è presa una patata.
Passando alle difficoltà che affrontate voi lavoratori durante la vita quotidiana come fate a gestire una famiglia con questi problemi?
So di non essere un buon padre perché non riseco a portare i soldi a casa, una situazione dovuta da una cattiva gestione sia da parte della vecchia amministrazione che dall’attuale commissario liquidatore. Io ho 3 figli, una bambina di 8 anni, un bambino di 5 anni e un bambino piccolissimo di 18 mesi, lascio immaginarti come sto soffrendo. Questa situazione la vivono anche altri lavoratori che non parlano perché hanno paura di perdere il posto di lavoro. Però io non ho paura. 

VALLO DELLA LUCANIA – “Il Commissario liquidatore del Consorzio Smaltimento Rifiuti Sa/4, Domenico Del Gaudio, deve dimettersi”. E’ questa la richiesta che è stata avanzata dal segretario provinciale del sindacato “Azzurro” Ettore Casinelli. “Glielo ho ripetuto anche l’altra sera durante la riunione nella sede amministrativa della Yele, ma mi ha detto che non ha alcuna intenzione di fare un passo di questo genere”. Insomma il Commissario liquidatore, in sella da due anni, continua per la sua strada, mentre “…con le sue dimissioni, – aggiunge Casinelli – darebbe spazio all’intervento diretto del Prefetto che verrebbe a controllare in maniera analitica la vicenda e quindi potrebbe commissariare i Comuni morosi che non pagano il Consorzio e soprattutto mettere un po’ di ordine nei contratti relativi alla raccolta differenziata”. Secondo il sindacalista però il Commissario Del Gaudio continua a restare attaccato alla sua poltrona perché “…sta facendo carriera politica?”. L’interrogativo sorge spontaneo a Casinelli in quanto “…il Commissario è stato messo in quel posto dalla politica e quindi si viene a spiegare facilmente perché la scelta sia ricaduta su una persona ‘interna’ e non si vuole lasciare spazio a figure ‘esterne’”. Nel frattempo però a pagare questa grave situazione sono i lavoratori che da ormai sette mesi sono senza stipendio e soprattutto restano senza alcuna prospettiva per il futuro prossimo. “Durante la riunione – racconta Casinelli – insieme alle altre organizzazioni sindacali abbiamo chiesto lo scioglimento della società partecipata dal Consorzio, la Yele, e l’immediato incorporamento dei dipendenti, attualmente circa 60, nel Corisa/4; il rispetto delle eventuali gare di appalto in riferimento alla raccolta differenziata”. Inoltre con l’attuazione del decreto Milleproroghe si è “…fatto più difficile anche l’ingresso- sostiene Casinelli – della società provinciale Ecoambiente spa visto che lo stesso decreto prevede lo scioglimento delle Province”. Insomma la situazione dei dipendenti del Consorzio di smaltimento dei rifiuti resta sempre più in sospeso e la cosa peggiore è che non si vede alcuna schiarita all’orizzonte anzi “…il quadro – conclude il segretario nazionale del sindacato ‘Azzurro’ Vincenzo Guidotti – è sempre più nero e solo le dimissioni, quindi il rispetto delle leggi, del Commissario liquidatore può aprire uno squarcio significativo per questi lavoratori”.

27/03/2013 - CORISA SA/4DIMISSIONI COMMISSARIO DEL GAUDIO

Si è dimesso il Commissario Liquidatore del Consorzio Smaltimento Rifiuti Salerno/4 Domenico Del Gaudio. Nella lettera con cui lascia la poltrona del Corisa/4, inviata ieri mattina al presidente della Provincia e all’assessore provinciale all’Ambiente, si legge: “Presento le dimissioni con effetto immediato dall’incarico di Commissario conferitomi con decreto numero 6 del 5 maggio 2010 e con decreto numero 50 del 5 marzo 2010, prorogato con delibera di giunta provinciale numero 480 del 30 dicembre 2010”. Nel corso dell’assemblea, presso il teatro “La Provvidenza” di Vallo della Lucania, convocata dai dipendenti della Yele spa per fare il punto della situazione sulla nuova legge regionale dei rifiuti e sul futuro occupazionale, lo stesso Commissario è ritornato sulle dimissioni spiegando: “Sono state determinate dall’impossibilità di svolgere con qualche utilità le funzioni di amministrazione ordinaria dell’Ente a causa dell’assoluta mancanza di qualsiasi risorsa finanziaria. Purtroppo siamo esposti per oltre 2 milioni di euro con il Monte dei Paschi di Siena che non ci fa più credito, anche se nelle ultime ore sembra che ci sia concessa un minimo di agibilità”. Del Gaudio comunque rimarrà in carica almeno altri 45 giorni fino a quando non verrà sostituito.




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